venerdì 5 aprile 2013

SPAGNA, FOLKLORE, FEDE E TRADIZIONI NELLA SEMANA SANTA

In Spagna contestualmente alla rinascita di Cristo rinasce la vita: natura in fiore, folklore e tradizioni invitanti viaggiatori da tutto il mondo (con Avila e Viveiro aspiranti a divenire ''Fiestas Internacionales'')

gpb (nella foto, Avila, Semana Santa, Cristo entra a Gerusalemme)

Folklore, fede e tradizioni nelle Semanas Santasdi Gian Paolo Bonomi

Si avvicina la Pasqua e la Spagna 'mette im campo' le sue numerosissime manifestazioni: processioni e cortei ricchi di atmosfera che tradizionalmente attirano un gran numero di turisti. Ma sono gli spagnoli, di ogni 'Comunidad', a viverle con fede e orgoglio particolari










Il volto addolorato della Virgen de Regla ad Avila



Non solo turisticamente parlando, in Spagna la Pasqua è più importante del Natale (e a conti fatti, ma non sono né filosofo né teologo, forse forse ‘vale di più’ una “resurrezione” di una nascita). Ecco perché a Pasqua il Paese, complice oltretutto il primaverile bel tempo (perché la Spagna, l’ho già affermato, stante l’altitudine media se non è “fredda” poco ci manca) esibisce un fervore religioso che, inalterato nei secoli è divenuto tradizione e folclore. E tanto per chiosare, a proposito di tradizioni più o meno radicate e osservate, a Natale metà degli spagnoli regala doni ai bimbi il 25 dicembre e l’altra metà il 6 gennaio.


I ricchi costumi delle Settimane Sante







Folclore pasquale

Durante le Pasque spagnole sono pertanto molte le località teatro di manifestazioni di partecipazione popolare di varia durata, comunque superiore al fine settimana (mentre il Lunedì santo è considerato festivo solo in alcune delle 17 Comunidades).Mi riferisco alle Semanas Santas, il più importante appuntamento annuale spagnolo, non solo turistico, dai vari contenuti e componenti: religione e tradizione per i credenti, folclore per chi viaggia alla ricerca di emozioni e conoscenza del mondo. Per assistervi il turista deve possedere un budget a volte oneroso (è il caso di Siviglia durante la Feria e la Semana Santa) però giustificato dalla bellezza e dalla quantità di ciò che ammira no stop, senza doversi spostare. E come una Feria taurina (corridas per più giorni) una Semana Santa è un contenitore di altre manifestazioni, festeggiamenti e spettacoli di contorno. Non si assiste pertanto alle sole processioni composte dai Pasos, gruppi di statue lignee portati a spalle dai costaleros preceduti dai membri delle Cofradias (confraternite, alcuni, in saio, indossano il capirote, curioso copricapo smisuratamente conico). Opere, destinate a scendere in strada solo una volta all’anno, che, in alcuni casi secoli fa, le Cofradias commissionarono ad affermati artisti o ottimi artigiani. Le processioni costituiscono pertanto i momenti più emozionanti di una Semana Santa.


Una Spagna 'passionale' celebra la Passione







Avila, il corteo fino al calvario

Ma altre e differenti possono essere - in un variegato Paese ricco di storia e tradizioni come la Spagna – le manifestazioni popolari per ricordare e festeggiare la Resurrezione. Nel sud dell’Aragona la Passione di Cristo è vissuta tra assordanti, ininterrotti suoni di tamburi e grancasse (invitando Garcia Lorca e altri grandi della cultura spagnola nella natia Calanda, Buñuel consigliava di imparare a gesticolare per farsi comprendere in tanto fracasso). Nella comunidad di Murcia, a Lorca, la processione principale della Semana Santa alterna il contenuto religioso di alcuni Pasos esclusivamente dedicati alla Passione con carri, sculture e comparse di personaggi storici dell’antichità non necessariamente situabili all’epoca di Gesù Nazareno. Davvero imponente la rappresentazione stradale, i Desfiles Biblicos Pasionales, allestita con dedizione e alti costi dai Pasos, in questo caso confraternite, Blanco e Azul in perenne lotta, quasi un derby calcistico, per una vittoria decretata da una sorta di referendum degli spettatori (alla tenzone partecipano anche altri Pasos ‘minori’ di Lorca ma la loro presenza è pressoché simbolica).Bella e dall’incredibile folclore la Pasqua spagnola, con manifestazioni in tutta la geografia del Paese, dall’importanza creata dalla fama e dall’anzianità del loro svolgimento. A parte i diversi, già accennati modi di festeggiare l’avvenimento (i tamburi in Aragona, il ricorso alla storia non religiosa a Lorca) la Pasqua più tipica, dalle più belle processioni con Pasos, si ammira, oltre che nella sempre festeggiante Siviglia, a Zamora, Valladolid e in altre località prevalentemente nel centro della Spagna.
Processioni e pellegrinaggi in competizione








"Penitentes" incappucciati nella Settimana Santa

Ma come (giustamente) contempla la Storia, nulla è definitivo, tutto si evolve. E nel caso delle manifestazioni pasquali spagnole spuntano (chiamiamole New Entries, si usa tanto) nuove località che (se il verbo non è eccessivo) sfidano l’establishment di quelle più note. Nella regolamentazione turistica spagnola esiste infatti una sorta di ‘classifica’ registrante l’importanza di avvenimenti, ferias, romerias-pellegrinaggi e manifestazioni varie. Esistono, ad esempio, Fiestas de Interès Turistico Nacional (definiamola una ‘serie A’) e Fiestas de Interès Turistico Internacional. E quest’anno nell’areopago delle Fiestas di valore “internazionale” vogliono assurgere la gallega-galiziana Viveiro e la medioevale Avila. Il viaggiatore indeciso tra le due località vorrà tener presente le estreme differenze che le contraddistinguono.


Viveiro e Avila. Qui la Pasqua è storia







Gesù legato alla colonna

Non grande ma dall’importante storia, all’estremo nord della Galizia (per chi unisce fede e piaceri terreni, garantite grandi mangiate non solo di pesce) Viveiro propone celebrazioni pasquali a dir poco impensabili. Parlano i numeri: 40 Pasos in 15 procesiones in cui desfilan 8 Cofradias. E una di queste, della Venerable Orden Tercera Francescana, datata 1214 è probabilmente la più antica di Spagna.È invece superfluo presentare Avila, la città delle Mura (tra le meglio preservate delle città medioevali), di santa Teresa (Tierra de Cantos y de Santos), Patrimonio dell’Umanità. In questo incredibile scenario, con inizio il Viernes de Dolores (precedente la domenica delle Palme) al Domingo de Resurrecciòn si svolgono 16 processioni. Dal 1540, un’anzianità che da sola basterebbe a dichiarare quella di Avila Fiesta Internacional.

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