venerdì 5 aprile 2013

SPAGNA, S.M. ''AL ANDALUS'' TRENO-ALBERGO DA RE NELLA MAESTOSA ANDALUSIA

Da Siviglia a Siviglia, 6 giorni sul lussuoso treno-hotel visitando Cordoba, Ubeda, Baeza, Ronda, Granada, Jerez de la Frontera, Cadice, il Coto de Doñana....

gpb per mondointasca.org del 10/5/12 (nella foto dell'autore: sosta di ''Al Andalus'' a Granada, sullo sfondo le nevi della Sierra Nevada)

"Al Andalus", il regale treno della Spagna del suddi Gian Paolo Bonomi

Vacanze in treno-hotel di lusso, ovvero sei giorni spesi a gironzolare in una delle regioni più belle della penisola iberica, assistiti - quasi coccolati - da personale all'altezza, buoni cibi, vini e carrozze dedicate al riposo e allo svago












Non per vantarmi (abbasso la falsa modestia, tanto disdicevole quanto il suo opposto, l’immodestia) ma avendo scritto parecchio sulla mia “querida España” posso affermare di conoscere (molto) bene l’Andalucia (la più nota, non solo turisticamente parlando, delle 17 regioni-comunidades componenti la cosiddetta Piel del Toro). Ovvio pertanto che questa terra, dal nome mutuato dai Vandali, sia stata da me percorsa mediante svariati vettori: auto, bus, barca (sul Guadalquivir e le coste di ambo i suoi mari) e financo in carretta (che bellezza quel ‘camino’ tra le Marismas del citato fiume, il romano Betis, mèta la pittoresca Romerìa del Rocìo). Ma l’Andalusia in treno non l’avevo mai girata.Datosi però che c’è sempre “una prima volta”, eccomi a bordo del “glorioso” treno-hotel nonché, ‘noblesse oblige’, lussuoso “Al Andalus”. Un edonistico piacere, oltre che un’intrigante esperienza, divenuto realtà solo adesso, dopo averlo a lungo agognato. Perché tempo fa, per alcuni anni, “Al Andalus” aveva già viaggiato tra i dolci uliveti della terra di Jaèn e gli altopiani contornati da aspre montagne sovrastate dagli innevati (lo dice il nome) picchi della Sierra Nevada (n.b. nella geografia iberica abbondano le altitudini medie sui 6-700 metri, talché la Spagna – come sovente commentava el mè amìs Ignacio Vasallo, ex Jefe di Turespaña nel Milanesado - se proprio non è un Paese freddo, poco ci manca).


Transcantabrico e Al Andalus. Supertreni turistici







La lussuosa carrozza ristorante

Per quel marasma di vicende chiamate “fato” ebbi però modo di conoscere il sospirato Tren de Lujo solamente durante una rapida visita alla stazione di Siviglia (stupidino, a quei tempi preferivo dedicarmi alle corride di Toros piuttosto che ad altri piaceri più sardanapaleschi ma meno hemingwayani). Lo stesso fato, poi, ci mise del suo, perché “Al Andalus” (allora della Renfe, le ferrovie spagnole) chiuse bottega a causa delle disinvolte non meno che allegre operazioni finanziarie del suo gestore, la “Iberrail”, un defunto carrozzone turistico iberico con ascendente politico-affaristico (faccende ben note nel Belpaese, vedasi, tanto per far nomi, la scomparsa e non rimpianta Cit).Trascorso qualche anno, siamo al presente, “Al Andalus”, novella Fenice, è risorto al mondo del turismo – mediante perfetto non meno che costoso restauro - mercè la asturiana Feve (Ferrocariles Españoles Vias Estrechas, seconda ‘empresa’ pubblica ferroviaria del Paese, operante da anni nella Spagna Verde con un altro prestigioso Tren de Lujo il “Transcantabrico”).


Un tempo, treno per teste coronate







Eleganza su rotaia

Ho definito “Al Andalus” un treno “glorioso”, come possono esserlo personaggi e cose che bene meritano della storia. Per alcuni anni, infatti, nella prima metà del secolo scorso le sue carrozze trasferirono la Casa Reale di Gran Bretagna e i loro augusti ospiti dalle coste francesi sulla inospitale Manica alle meritate ferie sulla Cote d’Azur. Si potrebbe pertanto commentare che, in fieri il turismo aereo, con i servizi concessi a cotanto Parterre des Rois, “Al Andalus” fu presente nelle cronache del Train Set della Belle Epoque. Riecco dunque il treno “reale”, ben restaurato mediante valido restyling, ma il dettaglio più piacevole – almeno per chi scrive - consiste nel ritrovarsi a bordo del viaggio inaugurale (con la invitante Feve chissà preoccupata per lo scadimento dei suoi ospiti, dal Sangue Blu di His Majesty King George V al mio Rh+, ma i tempi, si sa, sono cambiati).

Attraverso le "meraviglie" andaluse







Cordoba, ponte romano

Una breve ma doverosa scheda tecnica dà l’idea dell’importanza dell’ “operazione turistico ferroviaria” programmata nel tour della più emblematica regione spagnola. “Al Andalus” misura quasi mezzo kilometro e chi passeggia (450 metri!) dalla ‘locomotora’ ai ‘coches’ dei servizi supera tante carrozze riservate (7) al riposo – treno fermo nelle stazioni - dei graditi ospiti (max 64) e altre 4 allestite per i loro svaghi, vizi e relax (ristorante, bar, salone lettura, panoramico, feste, ‘recepciòn’, video e biblioteca nonché tivù e l’ormai irrinunciabile wi-fi).Un dèpliant turistico d’antan informerebbe inoltre con sussiego che l’elegante viaggio su rotaie dura 6 giorni (5 notti, domenica-venerdì) per un tour dell’Andalusia ‘più classica’ che inizia e termina a Siviglia. Un autobus segue “Al Andalus” e conduce il viaggiatore nelle escursioni e ai ristoranti cittadini (invero buoni, ma secondo lo scrivente, cronista e goffo gourmet, ancor meglio gli eccellenti menu proposti a bordo dallo chef-cocinero asturiano Ramòn Celorio). E datosi che l’itinerario previsto è quello ‘classico’ va da sé che “Al Andalus” ferma a Cordoba (la sola Mezquita, come si usa dire “vale il viaggio”), Ubeda e Baeza (splendide gemelle ma ahimè poco noto Patrimonio dell’Umanità), Granada (l’Alhambra, “basta il nome”), Ronda (la Plaza de Toros e la sua Corrida Goyesca), Jerez de la Frontera (mitici vini e gli splendidi cavalli andalusi) e Cadice (ay ay ay quel tramonto alla Caleta e la cena al “Faro”) con gran finale anfibio all’ecologico Coto de Doñana, previo attraversamento del Guadalquivir (da Sanlucar de Barrameda, di lì partirono Colombo e Magellano verso la gloria).


Una vacanza diversa e gratificante









Fine del viaggio del Tren de Lujo , o ‘dei re’, in cui come tali si è trattati, perché al “tutto compreso” (pasti, visite ed escursioni, pochi gli eventuali ‘extra non compresi’) vanno aggiunti attenzioni, coccole e premure del personale viaggiante (musici, animatori, baristi e camerieri). E inizio della riflessione. Che fa astrazione dal costo del viaggio, ovviamente ‘non regalato’, ma in tema di soldi vige la (sto scherzando) “Teoria della Relatività” (talché 2 o 3000 euro possono costituire tanto per molti ma non molto per altri, senza contare che c’è pure tanta gente, ricca o meno ricca, che, costi quel che costi, desidera sibariticamente ‘farsela bene’ fosse solo perché del doman non v’è certezza).La riflessione (e chi vende viaggi potrebbe essere intrigato da questa goffa ‘mini-inchiesta’) si rivolge invece con curiosità all’esistenza di un ‘mundillo’ (un boss di marketing lo definirebbe ‘nicchia’, segmento) che tuttora ama i viaggi, il turismo in treno (e non per tema dell’aereo). Gente che (pare chiaro) con quel che spende per l’ “Andalus” (vabbè “tutto compreso”) potrebbe viaggiare più a lungo e lontano, ma preferisce prendersela calma, non sottoporsi a stripteases, perquisizioni e palpeggiamenti aeroportuali, eliminare ritmi che già lo assillano nel resto dell’anno, evitare o quantomeno ritardare il "cynariano" logorio della vita moderna (consistente financo nel solo fare e disfare valige quotidianamente). E di questi viaggiatori “aficionados al tren” (non parliamo poi se De Lujo) ne esistono ancora parecchi, sennò Josè Antonio Rodriguez Garcìa, ‘director gerente’ della Feve, non si dichiarerebbe soddisfatto del livello di richieste già pervenute.D’altro canto, oltre a “Al Andalus” (e all’omologo “El Transcantabrico”) di Treni Turistici - di più o meno lusso - è stato (e molti son quelli tuttora vivi e vegeti)-- pieno il mondo. Lo narrerò alla prossima puntata.

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