venerdì 5 aprile 2013

VALENCIA, CHE MERAVIGLIA LE SUE FALLAS!
Le Fallas, una delle più eleganti (ed emozionanti) feste di Spagna, tutti vi partecipano, in una comune festa per l'arrivo della primavera, e tutto ha fine la notte di San Giuseppe
gpb per mondointasca.org del 14/4/11 (nella foro, un Ninot, 'mini Falla', destinato al fuoco la notte di San Josè)
Valencia, che meraviglia le sue "Fallas"!di Gian Paolo Bonomi
Tra le molte "Fiestas" spagnole, le "Fallas" di Valencia si distinguono per alcuni buoni motivi: anzitutto sono aperte a tutti, locali come forestieri; poi abbondano di eleganti sfilate, rumorosi fuochi d'artificio con entusiasmante rogo finale. Forse, alla fine, le migliori dell'intero Paese...
Della Spagna conosco le più importanti Fiestas e altre manifestazioni della tradizione e del folclore che vi si svolgono durante l’anno. A cominciare da gennaio, il 20, San Sebastiàn, con la tambureggiante kermesse (detta appunto Tamborrada) nella città che ne porta il nome e proseguendo con carnevali (mica male quello di Cadice; tipo brasileiro quello di Tenerife) Semanas Santas senza contare le Ferias per Vergini e Santi con contorno di toros.Forte di questa mia ‘expertise ispanica’ (e nonostante la mia avversione alle classifiche e ai giudizi universali) penso di poter proclamare le Fallas di Valencia la più “elegante” festa spagnola, con virgolettatura dell’aggettivo per necessità di precisazione. Perché ci sono altre Ferias y Fiestas altrettanto eleganti, vedi quella di Siviglia, che però, oltre a essere forse un filino troppo “chic” (con tutti quei Señoritos accompagnanti le Sevillanas-bene con Peineta) si nega al mortale viaggiatore. Se non sei ‘uno di loro’, non possiedi uno straccio di invito in una ‘caseta’ tra le mille e passa allestite per pranzi e feste nell’immenso recinto, tu la Feria di Sevilla la vedi ‘da fuori’; puoi solo sbirciare quel che succede all’interno di questi esclusivi privè dei più o meno noti e ‘poderosos’.
Spagna, terra di manifestazioni popolariAlle valenciane Fallas, no. La Fiesta, oltre che elegante è pubblica, corale. I magnifici, ornati vestiti delle Damas Falleras (e le non meno leggiadre acconciature, quasi addobbi abbellenti il capo) sono alla portata di tutti: li ammiri, fotografi, ne cogli i dettagli, parli con i protagonisti, che è poi la gente. Una festa di popolo, le Fallas, non della sola èlite cittadina; multitudinaria ma non caciarosa né sbracata (sono un vecchio Pamplonica, adoro i Sanfermines ma continuo a non capire i giovinastri che credono di divertirsi bevendo schifezze e lordandosi di vino). I motivi dell’”eleganza” delle Fallas? In gran parte la tradizione, iniziata circa duecento anni fa (e volendo far colpo si potrebbe menzionare l’antica usanza latina di festeggiare la fine dell’inverno mediante i fuochi e altri riti pagani, vedi i Saturnali).
Le Fallas, affidate alla fantasia degli artigianiCon l’arrivo della sospirata primavera e l’allungarsi delle giornate - questa la più accreditata versione sulle origini della Fallas - i falegnami mettevano ordine nelle botteghe e bruciavano quanto restava della legna rimasta. In un secondo tempo si passò a modellare pupazzi, effigi e financo statue: la Falla, se l’opera raggiunge ragguardevoli dimensioni, il Ninot se le misure inferiori, e quanto esposto, sono destinati ai più giovani. Negli ultimi cent’anni l’accettabile livello artistico (o se si vuole, l’altissimo valore artigianale) di quanto modellato con legno, plastica, truciolato, cartone, e presentato in tanti punti di Valencia, rese le Fallas uno dei più validi appuntamenti annuali de
Fiori, costumi, sfilate, allietati da cibo e bevandeDal 1° al 19 marzo, San Josè (Giuseppe, guarda caso, falegname) alle 14, nella piazza del Municipio-Ayuntamiento, si celebra la Mascletà, uno spettacolo pirotecnico culminante in un tremendo, inquietante botto. Agli angoli delle strade si montano le Fallas e i Ninot (i più belli riceveranno premi e attestati) visitati da curiosi, turisti, e curati dai membri della Commissione Fallera, una sorta di club, associazione di abitanti del rione che oltre alla creazione delle citate opere pensa a godersela erigendo un tendone in cui mangiare e bere fino al giorno di San Josè. Il 15 marzo si entra nel vivo della manifestazione; Valencia si ferma, è festa totale. Ma il momento più folcloristico delle Fallas – a parte fuochi e scoppi, fiamme e botti - soprattutto il più “elegante”, è costituito dalla Ofrenda, la offerta dei fiori alla Virgen de los Desamparados. Il 17 e il 18 marzo una sfilata di migliaia e migliaia di cittadini (altre Fallas si stanno svolgendo in altre località della Comunidad) vestiti secondo tradizione, percorrono le strade di Valencia in un trionfo di colori. Gli uomini vestono costumi denotanti le origini contadine di questa terra. Le donne esibiscono preziosi vestiti bianchi, arricchiti da ricami, filigrane, variopinte decorazioni; sul capo è presente l’immancabile Peineta, si notano spilloni di buona fattura orafa e il Moño, una curiosa decorazione circolare a copertura dell’orecchio. Davvero tanta eleganza, nel vestire e di portamento.
Rogo finale, controllato da pompieri e protezione civileNella notte del 18 marzo tutti con gli occhi rivolti al cielo: è il momento della Nit de Foc, fuochi d’artificio visibili in tutta Valencia. E il 19, San Josè, Valencia esplode: alle 14 ultima Mascletà, alle 19 il Correfoc o Cabalgata del Fuego, una sfilata di folclore vario nelle vie cittadine e infine, alle 24, la Cremà, il rogo di tutte le Fallas e dei Ninot. Solo uno di questi ultimi si salverà, verrà “indultado”, per finire nel Museo Fallero, tutto il resto finisce in cenere, mentre alla Falla della Plaza dell’Ayuntamiento è concessa soltanto un’altra ora di vita: all’una Pompieri e Protezione civile la trasformeranno nell’ennesimo, ultimo rogo in una notte indimenticabile. Le Fallas sono finite, tutti a casa. Ma il riposo è breve, qualche giorno, al massimo un mesetto e si riparte: c’è da progettare, studiare, preventivare il costo, stendere e firmare il contratto con l’artista e l’artigiano che quanto prima dovrà cominciare a modellare Fallas e Ninot.
Qualche "cifra". Ma ne vale la pena!Qualche numero sulle Fallas di Valencia? Sono almeno 450 le Comisiones Falleras (i club, circoli, associazioni di zona e rione, alcune contano fino a 500 soci) che partecipano alla organizzazione della manifestazione. Una Falla ‘importante’ per dimensioni e varietà di raffigurazioni può costare fino a 200.000 euro (in parte pagati con lotterie, cene, gite sociali, sponsor, ingressi, il resto con donazioni). Alla Ofrenda partecipano circa 50.000 donne in costume tradizionale (costo minimo 900 euro), offrendo altrettanti mazzi di fiori, per un peso totale di 25 tonnellate. In almeno 100 posti della città (piazze, strade) si cucinano liberamente Paellas sul suolo (affittato per un modesto importo a titolo di rimborso-spese pulizia). Il botto della Mascletà raggiunge i 120 decibel. Nella Nit de Foc si consumano 4 tonnellate di esplosivi. l turismo e del folclore spagnolo. Un avvenimento con tempi e termini (in lingua valenciana, simile ma non identica, al catalano, commentano i ‘valencianos’ desiderosi di distinguersi da Barcellona) ben precisi e definiti.

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