TORREMOLINOS, RECORD DEL MONDO TURISTICO
Come scritto sull'etichetta di un famoso whisky scozzese anche questa famosa località balneare spagnola ''Va ancora forte'' è un record di longevità del turismo mondiale | ||
gpb per mondointasca.org del 15/4/2010 | ||
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Torremolinos, record mondiale del
turismodi Gian Paolo Bonomi
La piccola ma significativa storia di un centro balneare famoso nel mondo. Da semplice villaggio di pescatori, alla crescita costante ed equilibrata di una cittadina divenuta perfetta per ospitare i turisti. Torremolinos, nata da una "costola" della vicinissima Malaga Agli inizi di un business divenuto ormai bicentenario, per annunciare che il successo del loro prodotto non conosceva soste, i titolari della più celebre distilleria di whisky scozzese - quella dell'omino camminante in abiti vittoriani e della curiosa bottiglia quadrata - scrissero sull’etichetta (storta a 24 grad, altra idea geniale, che in seguito permise l’invenzione di un altro azzeccato slogan pubblicitario): “Still going strong”, “Va ancora forte”. Parimenti, se il discorso si sposta dal commercio al tempo libero, si può affermare che dopo tanti e tanti anni di notorietà (sessanta e anche qualcuno di più, un vero e proprio “record mondiale turistico” di longevità) la capitale della Costa del Sol, Torremolinos, è “Still going strong”. E oltretutto non dimostra l’età, quasi si trattasse di una sorta di Dorian Gray; resta sempre giovane, il suo adattamento alle esigenze e alle richieste di un turismo in continua e costante evoluzione non conosce soste. Mentre tante altre località balneari della stessa costa mediterranea spagnola mostrano la corda, denunciano stanchezza o si ritrovano alle prese con numeri e dati negativi, Torremolinos “Va ancora forte” e si avvia a superare anche la crisi del turismo mondiale.
Nel XV secolo, avamposto nella lotta contro i
MorosSono, come accennato, più di sessanta gli
anni della “storia turistica”, quella che conta (e importa a chi lavora
nell’industria del tempo libero e ai quasi 50.000 abitanti) e con tutto il
rispetto per la storia con la “S” maiuscola relega in secondo piano le
precedenti vicende della località. Perché, come peraltro ovvio sulle coste del
Mediterraneo, il mare più “storico” del nostra pianeta, il passato di
Torremolinos risale addirittura all’Età del Bronzo (resti umani, crani trovati
nelle grotte e caverne delle montagne retrostanti) e nel corso dei secoli vide
la presenza di Fenici, Greci, Romani e Arabi. Più recentemente, alla fine del XV
secolo, sul posto, già noto come Torre de los
Molinos
(ma il nome del toponimo variò frequentemente, fu anche Molinos de la Torre e
Torres de Pimentel) sorse il quartier generale dei Re Cattolici assedianti i
Moros nella vicina Malaga, distante poco più di dieci chilometri.
Si doveva attendere la metà del ‘700 per vedere Torremolinos riportata su una carta geografica come borgo, località abitata. E ancor più in qua nel tempo, fino a poche decine di anni fa, per l’esattezza il 1988, l’odierna capitale della Costa del Sol appartenne, fu parte integrante di Malaga.
Da due minuscoli villaggi-spiaggia, a luogo di
mare preferitoTra tanti dati e date elencati, mancano però due nomi che
diedero vita all’attuale, ininterrotto successo turistico di Torremolinos,
furono motivo di grande attrazione divenendo la carta vincente della località.
Si parla della Carihuela e del Bajondillo, a “quei tempi” due minuscoli villaggi
di pescatori adagiati su due spiagge così pittoresche e multicolori che solo il
Mediterraneo può offrire. Siamo alla fine degli anni Quaranta, primi anni
Cinquanta; la Spagna si sta leccando le ferite della tragica Guerra Civile, nel
resto dell’Europa è appena finita la seconda, tragica Guerra Mondiale. Una
situazione drammatica, una voglia di pace e serenità che solo un fenomeno,
allora nascente, favorito dalla ripresa economica e dai nuovi mezzi di trasporto
e di comunicazione poteva regalare: il turismo. E sulla sabbia della Carihuela e
del Bajondillo arrivarono i primi timidi visitatori, leavanguardie di quel
turismo (di massa, ma oculatamente gestito e senza il ricorso a obbrobri
edilizi, eccessivi e ingombranti grattacieli) che valse a Torremolinos il titolo
di capitale della Spagna balneare e di attrazione turistica mondiale. Solo dopo
l’affermazione di Torremolinos, e quindi sull’abbrivio del suo successo,
sorsero, a cominciare dalla vicina Benalmadena, le altre, oggi altrettanto
celebri, località balneari della Costa del Sol, forse più snob ed esclusive, ma
proprio per questo meno “alla mano” e a misura d’uomo del variato turismo che
affolla i ristoranti della Carihuela. Mare, shopping, "ferias". Per una lunga,
calda estateNon è
retorica né un invito a meravigliarsi il segnalare e commentare che a pochi
passi da due umili nuclei di pescatori (che come punto di riferimento contavano
su quella Calle San Miguel destinata a divenire una affollata non meno che
animata arteria dello shopping e della vita sociale di Torremolinos) sono sorti
monumenti quali un Palazzo dei
Congressi e delle Esposizioni, un Auditorium, un attrezzato stadio polisportivo.
Tanto modernismo, quindi, ma anche un grosso rispetto della vita di un borgo
marinaro con vocazione balneare (vedi le vie commerciali del “casco antiguo”,
quasi un suk mediterraneo con ogni genere di merce esposta per l’obbligatorio
shopping del turista) e una estrema attenzione alle tradizioni.
Come si conviene a un (antico) posto di pescatori, Torremolinos offre (primo giovedì di giugno) tonnellate di “pescaito frito” (la fritturina di pesce che più andalusa non si può); festeggia la Vergine del Carmen (16 luglio) in una profusione di colori e folclore; e come ogni località spagnola che si rispetti vanta, a fine stagione turistica (ancorché le miti temperature suggeriscano soggiorni in ogni periodo dell’anno) la sua brava, variopinta Feria (San Miguel, 29 settembre).
Da qui, verso i luoghi più celebri
d'AndalusiaMa le fortune di
Torremolinos non si esauriscono con le due celebri spiagge, l’ottimo clima e la
variata offerta turistica (che come detto spazia dalle sistemazioni in locali
“popolari” a strutture e ambienti eleganti e raffinati). Un altro “plus” è
costituito dalla perfetta, strategica posizione geografica, tale (grazie anche a
un’ottima rete di autopistas e autovias) da rendere possibile, in giornata, la
conoscenza delle più belle città e località andaluse. In pochi minuti si va
nella adiacente Malaga
ad ammirare le opere di
Picasso, il rigoglioso Parque o a vivere una “tarde de toro”. Dopo un’ora d’auto
si godono le bellezze di Ronda, l’elegante Plaza de Toros, il ponte dal panorama
mozzafiato. Poco più distanti, e pressoché equidistanti, a nord e a sud, c’è
solo la scelta tra un salto a
Gibilterra, affacciata
sulle mitiche Colonne d’Ercole, e la “moresca” Granada
dell’Alhambra (da Torremolinos escursioni in giornata).
E nemmeno la capitale Andalusa, l’elegante Siviglia, è tanto lontana da impedire di conoscerla in giornata. Curiosità della vita, accade nel mondo: dalla Carihuela e dal Bajondillo, due spiagge un tempo ospitanti soltanto tranquille barche di pescatori, a Torremolinos, “record mondiale turistico” (per notorietà, importanza e longevità). | ||
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