TARRAGONA
Storica città catalana erede della imperiale Tarraco | ||
GPB .... per ''Europa, Città da Scoprire'' Edizioni TCI | ||
TARRAGONA
Tarragona (poco più di 100.000
abitanti, capoluogo della più meridionale provincia della Catalogna), come
l’omologa Girona ha a lungo sofferto la vicinanza di Barcellona, con la
conseguenza di essere stata turisticamente sottovalutata. La penalizzazione
delle località minori è dovuta soprattutto al recente turismo mordi-e-fuggi (una
sorta di fast food dei viaggi) che per un sommario ‘vedere tanto e in
fretta’ si lascia alle spalle monumenti e panorami sovente più belli di alcune
attrazioni della città ‘più importante’ che si corre a
visitare.
Nel caso della ‘sofferenza
turistica’ di Tarragona nei confronti di Barcellona (distante solo un centinaio
di kilometri), si è usato il passato prossimo perché da un paio di decenni è
avvenuto il grande riscatto grazie al boom dell’adiacente Costa Daurada
(in catalano, Dorada in spagnolo o castellano che dir si voglia)
ulteriormente rafforzato dall’apertura dell’immenso Parco Tematico ‘Universal
Port Aventura’ (tra Salou, capitale della Costa Daurada e Tarragona). Con
l’aiuto di queste due attrazioni turistiche (oggidì, in politichese ‘volani’)
Tarragona comincia pertanto a guadagnare l’attenzione che le spetta, tale da
meritare certamente la visita di un viaggiatore non
superficiale.
Per descrivere la storia città
non si ricorra alla leggenda di Giove,
che ripudiò la sposa, la mortale Tiria, perché innamorato della città di
Tarragona che lo aveva ammaliato. E’ invece più interessante e pratico risalire
alle vicende di Roma nella penisola iberica, perché –quanto a grandeur-
né Mèrida (Emerita Augusta) e
ancor meno Leòn (Legio VII Gemina) devono tanto all’impero Romano quanto
Tarragona (Tarraco).
Le legioni della futura Caput
Mundi conquistarono parzialmente
completò, per una divisione
amministrativa in Spagna Citeriore e Ulteriore. Nel
In questo affascinante,
plurisecolare scenario storico, Tarragona fu subito protagonista e tale restò a
lungo. Nel
Dopo il passaggio di Franchi e
Alemanni e il dominio visigoto (469), Tarragona fu invasa dagli arabi (716) che
la distrussero mentre il territorio circostante diveniva terra di nessuno nelle
dispute tra cristiani e saraceni. La situazione migliorò con
industriale del porto e dello
sfruttamento turistico della Costa Daurada, la città visse dignitosamente grazie
a un ricco retroterra, il Camp de Tarragona, cui si aggiunsero le
coltivazioni nel bonificato, non distante delta dell’Ebro.
Una località posta tra un mare
pescoso e una terra fertile può solo vantare una cucina ricca, saporita e
intrigante. Accade, ovviamente, anche a Tarragona, quando andare a tavola
costituisce un momento di festa (è nota la ricercatezza della gastronomìa
catalana, che sposa profumi e sapori del sud della Spagna con le spezie, le
carni e le elaborazioni della vicina Francia). Tra le salse, oltre al ben noto
Allioli, va assolutamente assaggiato il Romesco (olio, peperoni,
nocciole, mandorle, cipolle, aglio, pomodori). Un buon Suquet (pesce
cotto in tegami di terracotta con verdure ed erbe) può essere anticipato dal
tipico Rossejat (riso o vermicelli tostati e cucinati nel brodo di
pesce). Contrasti di colore, invece, tra l’Arròs Negre (riso cucinato con
l’inchiostro di seppia) e il Menjar Blanc (un dolce ottenuto dal latte di
mandorle cagliato). Chi passa dalle parti di Tarragona tra dicembre e marzo non
dimentichi di ordinare
VISITALa cattedrale
Iniziata tra il 1170 e il 1180
e terminata solo a metà del XVI secolo, testimonia l’importanza di Tarragona
nella diffusione del cristianesimo (è assodato che durante il suo viaggio in
Spagna San
Paolo predicò in città) e
domina la città antica come tante altre chiese-fortezze coeve. Il romanico e il
gotico si fondono piacevolmente nella facciata, incompiuta (bel lavoro scultoreo
del Maestro Bartomeu, XIII secolo), mentre si richiamano al romanico la base a
croce latina e l’abside. All’interno prevale il gotico con un gran rosone
centrale, il coro (XV secolo), bellissimo il Retablo (la pala dell’altare
maggiore) con scene della vita di Santa Tecla dello scultore Pere Johan, degna
di una sosta la statua giacente dell’arcivescovo Juan de Aragòn
(1334).
L’anfiteatro
Fuori dall’antico centro
urbano,
Museu Arqueologic e Museu d’Historia de Tarragona
Ospitati nel Pretorio e
in un adiacente edifico moderno, praticamente un tutt’uno, conservano eccellenti
testimonianze per conoscere le origini e la storia della Tarraco non solo romana: statue, sarcofagi (splendido quello di Ippolito),
mosaici (eccellente quello con il volto di
Medusa), una famosa bambola di avorio, un Bacco praxiteliano.
Passeig Arqueologic
Nella Part Alta (la
zona storica). Una interessante passeggiata, con stupendo belvedere sul Camp
de Tarragona, lungo le Mura Romane del II secolo, con base di pietra
megalitiche e un muro di
Foro Romano
Bellissimo restauro del
settore che costituì il fulcro della città romana dal I al IV secolo,
fiancheggiato da un’alta torre -nota come il Pretorio o Castell del
Rei o di Pilato- nel medioevo residenza reale. La visita avviene tra
colonne, capitelli, resti di mura e quant’altro reperito durante gli scavi. Sono
inoltre ben visibili le cripte e le gradinate del Circo fino all’attuale piazza
Museo e Necropoli paleocristiana
Una delle più importanti
necropoli in Spagna (III e IV secolo) con un adiacente museo che conserva
sarcofagi, mosaici, tombe, urne funerarie. Nella esposizione Il mondo della
morte sono documentati le credenze, i rituali le cerimonie e le consuetudini
in relazione alla morte nell’epoca romana.
Acquedotto Puente del Diablo
A 4 kilometri da Tarragona,
sulla strada per Lleida, questa magnifica opera di ingegneria –probabilmente
costruita all’epoca di Traiano- presenta due ordini di arcate, 11 le inferiori e
25 le superiori, per una lunghezza totale di
Mausoleo di Centcelles
A Constanti, 5 kilometri dal
centrocittà, importante monumento funerario del IV secolo formato da due corpi
quadrati. Merita una visita per il bellissimo mosaico della volta raffigurante
Daniele tra i leoni.
Gian Paolo
Bonomi
TARRAGONA
Tarragona (poco più di 100.000
abitanti, capoluogo della più meridionale provincia della Catalogna), come
l’omologa Girona ha a lungo sofferto la vicinanza di Barcellona, con la
conseguenza di essere stata turisticamente sottovalutata. La penalizzazione
delle località minori è dovuta soprattutto al recente turismo mordi-e-fuggi (una
sorta di fast food dei viaggi) che per un sommario ‘vedere tanto e in
fretta’ si lascia alle spalle monumenti e panorami sovente più belli di alcune
attrazioni della città ‘più importante’ che si corre a
visitare.
Nel caso della ‘sofferenza
turistica’ di Tarragona nei confronti di Barcellona (distante solo un centinaio
di kilometri), si è usato il passato prossimo perché da un paio di decenni è
avvenuto il grande riscatto grazie al boom dell’adiacente Costa Daurada
(in catalano, Dorada in spagnolo o castellano che dir si voglia)
ulteriormente rafforzato dall’apertura dell’immenso Parco Tematico ‘Universal
Port Aventura’ (tra Salou, capitale della Costa Daurada e Tarragona). Con
l’aiuto di queste due attrazioni turistiche (oggidì, in politichese ‘volani’)
Tarragona comincia pertanto a guadagnare l’attenzione che le spetta, tale da
meritare certamente la visita di un viaggiatore non
superficiale.
Per descrivere la storia città
non si ricorra alla leggenda di Giove,
che ripudiò la sposa, la mortale Tiria, perché innamorato della città di
Tarragona che lo aveva ammaliato. E’ invece più interessante e pratico risalire
alle vicende di Roma nella penisola iberica, perché –quanto a grandeur-
né Mèrida (Emerita Augusta) e
ancor meno Leòn (Legio VII Gemina) devono tanto all’impero Romano quanto
Tarragona (Tarraco).
Le legioni della futura Caput
Mundi conquistarono parzialmente
completò, per una divisione
amministrativa in Spagna Citeriore e Ulteriore. Nel
In questo affascinante,
plurisecolare scenario storico, Tarragona fu subito protagonista e tale restò a
lungo. Nel
Dopo il passaggio di Franchi e
Alemanni e il dominio visigoto (469), Tarragona fu invasa dagli arabi (716) che
la distrussero mentre il territorio circostante diveniva terra di nessuno nelle
dispute tra cristiani e saraceni. La situazione migliorò con
industriale del porto e dello
sfruttamento turistico della Costa Daurada, la città visse dignitosamente grazie
a un ricco retroterra, il Camp de Tarragona, cui si aggiunsero le
coltivazioni nel bonificato, non distante delta dell’Ebro.
Una località posta tra un mare
pescoso e una terra fertile può solo vantare una cucina ricca, saporita e
intrigante. Accade, ovviamente, anche a Tarragona, quando andare a tavola
costituisce un momento di festa (è nota la ricercatezza della gastronomìa
catalana, che sposa profumi e sapori del sud della Spagna con le spezie, le
carni e le elaborazioni della vicina Francia). Tra le salse, oltre al ben noto
Allioli, va assolutamente assaggiato il Romesco (olio, peperoni,
nocciole, mandorle, cipolle, aglio, pomodori). Un buon Suquet (pesce
cotto in tegami di terracotta con verdure ed erbe) può essere anticipato dal
tipico Rossejat (riso o vermicelli tostati e cucinati nel brodo di
pesce). Contrasti di colore, invece, tra l’Arròs Negre (riso cucinato con
l’inchiostro di seppia) e il Menjar Blanc (un dolce ottenuto dal latte di
mandorle cagliato). Chi passa dalle parti di Tarragona tra dicembre e marzo non
dimentichi di ordinare
VISITALa cattedrale
Iniziata tra il 1170 e il 1180
e terminata solo a metà del XVI secolo, testimonia l’importanza di Tarragona
nella diffusione del cristianesimo (è assodato che durante il suo viaggio in
Spagna San
Paolo predicò in città) e
domina la città antica come tante altre chiese-fortezze coeve. Il romanico e il
gotico si fondono piacevolmente nella facciata, incompiuta (bel lavoro scultoreo
del Maestro Bartomeu, XIII secolo), mentre si richiamano al romanico la base a
croce latina e l’abside. All’interno prevale il gotico con un gran rosone
centrale, il coro (XV secolo), bellissimo il Retablo (la pala dell’altare
maggiore) con scene della vita di Santa Tecla dello scultore Pere Johan, degna
di una sosta la statua giacente dell’arcivescovo Juan de Aragòn
(1334).
L’anfiteatro
Fuori dall’antico centro
urbano,
Museu Arqueologic e Museu d’Historia de Tarragona
Ospitati nel Pretorio e
in un adiacente edifico moderno, praticamente un tutt’uno, conservano eccellenti
testimonianze per conoscere le origini e la storia della Tarraco non solo romana: statue, sarcofagi (splendido quello di Ippolito),
mosaici (eccellente quello con il volto di
Medusa), una famosa bambola di avorio, un Bacco praxiteliano.
Passeig Arqueologic
Nella Part Alta (la
zona storica). Una interessante passeggiata, con stupendo belvedere sul Camp
de Tarragona, lungo le Mura Romane del II secolo, con base di pietra
megalitiche e un muro di
Foro Romano
Bellissimo restauro del
settore che costituì il fulcro della città romana dal I al IV secolo,
fiancheggiato da un’alta torre -nota come il Pretorio o Castell del
Rei o di Pilato- nel medioevo residenza reale. La visita avviene tra
colonne, capitelli, resti di mura e quant’altro reperito durante gli scavi. Sono
inoltre ben visibili le cripte e le gradinate del Circo fino all’attuale piazza
Museo e Necropoli paleocristiana
Una delle più importanti
necropoli in Spagna (III e IV secolo) con un adiacente museo che conserva
sarcofagi, mosaici, tombe, urne funerarie. Nella esposizione Il mondo della
morte sono documentati le credenze, i rituali le cerimonie e le consuetudini
in relazione alla morte nell’epoca romana.
Acquedotto Puente del Diablo
A 4 kilometri da Tarragona,
sulla strada per Lleida, questa magnifica opera di ingegneria –probabilmente
costruita all’epoca di Traiano- presenta due ordini di arcate, 11 le inferiori e
25 le superiori, per una lunghezza totale di
Mausoleo di Centcelles
A Constanti, 5 kilometri dal
centrocittà, importante monumento funerario del IV secolo formato da due corpi
quadrati. Merita una visita per il bellissimo mosaico della volta raffigurante
Daniele tra i leoni.
Gian Paolo
Bonomi
TARRAGONA
Tarragona (poco più di 100.000
abitanti, capoluogo della più meridionale provincia della Catalogna), come
l’omologa Girona ha a lungo sofferto la vicinanza di Barcellona, con la
conseguenza di essere stata turisticamente sottovalutata. La penalizzazione
delle località minori è dovuta soprattutto al recente turismo mordi-e-fuggi (una
sorta di fast food dei viaggi) che per un sommario ‘vedere tanto e in
fretta’ si lascia alle spalle monumenti e panorami sovente più belli di alcune
attrazioni della città ‘più importante’ che si corre a
visitare.
Nel caso della ‘sofferenza
turistica’ di Tarragona nei confronti di Barcellona (distante solo un centinaio
di kilometri), si è usato il passato prossimo perché da un paio di decenni è
avvenuto il grande riscatto grazie al boom dell’adiacente Costa Daurada
(in catalano, Dorada in spagnolo o castellano che dir si voglia)
ulteriormente rafforzato dall’apertura dell’immenso Parco Tematico ‘Universal
Port Aventura’ (tra Salou, capitale della Costa Daurada e Tarragona). Con
l’aiuto di queste due attrazioni turistiche (oggidì, in politichese ‘volani’)
Tarragona comincia pertanto a guadagnare l’attenzione che le spetta, tale da
meritare certamente la visita di un viaggiatore non
superficiale.
Per descrivere la storia città
non si ricorra alla leggenda di Giove,
che ripudiò la sposa, la mortale Tiria, perché innamorato della città di
Tarragona che lo aveva ammaliato. E’ invece più interessante e pratico risalire
alle vicende di Roma nella penisola iberica, perché –quanto a grandeur-
né Mèrida (Emerita Augusta) e
ancor meno Leòn (Legio VII Gemina) devono tanto all’impero Romano quanto
Tarragona (Tarraco).
Le legioni della futura Caput
Mundi conquistarono parzialmente
completò, per una divisione
amministrativa in Spagna Citeriore e Ulteriore. Nel
In questo affascinante,
plurisecolare scenario storico, Tarragona fu subito protagonista e tale restò a
lungo. Nel
Dopo il passaggio di Franchi e
Alemanni e il dominio visigoto (469), Tarragona fu invasa dagli arabi (716) che
la distrussero mentre il territorio circostante diveniva terra di nessuno nelle
dispute tra cristiani e saraceni. La situazione migliorò con
industriale del porto e dello
sfruttamento turistico della Costa Daurada, la città visse dignitosamente grazie
a un ricco retroterra, il Camp de Tarragona, cui si aggiunsero le
coltivazioni nel bonificato, non distante delta dell’Ebro.
Una località posta tra un mare
pescoso e una terra fertile può solo vantare una cucina ricca, saporita e
intrigante. Accade, ovviamente, anche a Tarragona, quando andare a tavola
costituisce un momento di festa (è nota la ricercatezza della gastronomìa
catalana, che sposa profumi e sapori del sud della Spagna con le spezie, le
carni e le elaborazioni della vicina Francia). Tra le salse, oltre al ben noto
Allioli, va assolutamente assaggiato il Romesco (olio, peperoni,
nocciole, mandorle, cipolle, aglio, pomodori). Un buon Suquet (pesce
cotto in tegami di terracotta con verdure ed erbe) può essere anticipato dal
tipico Rossejat (riso o vermicelli tostati e cucinati nel brodo di
pesce). Contrasti di colore, invece, tra l’Arròs Negre (riso cucinato con
l’inchiostro di seppia) e il Menjar Blanc (un dolce ottenuto dal latte di
mandorle cagliato). Chi passa dalle parti di Tarragona tra dicembre e marzo non
dimentichi di ordinare
VISITALa cattedrale
Iniziata tra il 1170 e il 1180
e terminata solo a metà del XVI secolo, testimonia l’importanza di Tarragona
nella diffusione del cristianesimo (è assodato che durante il suo viaggio in
Spagna San
Paolo predicò in città) e
domina la città antica come tante altre chiese-fortezze coeve. Il romanico e il
gotico si fondono piacevolmente nella facciata, incompiuta (bel lavoro scultoreo
del Maestro Bartomeu, XIII secolo), mentre si richiamano al romanico la base a
croce latina e l’abside. All’interno prevale il gotico con un gran rosone
centrale, il coro (XV secolo), bellissimo il Retablo (la pala dell’altare
maggiore) con scene della vita di Santa Tecla dello scultore Pere Johan, degna
di una sosta la statua giacente dell’arcivescovo Juan de Aragòn
(1334).
L’anfiteatro
Fuori dall’antico centro
urbano,
Museu Arqueologic e Museu d’Historia de Tarragona
Ospitati nel Pretorio e
in un adiacente edifico moderno, praticamente un tutt’uno, conservano eccellenti
testimonianze per conoscere le origini e la storia della Tarraco non solo romana: statue, sarcofagi (splendido quello di Ippolito),
mosaici (eccellente quello con il volto di
Medusa), una famosa bambola di avorio, un Bacco praxiteliano.
Passeig Arqueologic
Nella Part Alta (la
zona storica). Una interessante passeggiata, con stupendo belvedere sul Camp
de Tarragona, lungo le Mura Romane del II secolo, con base di pietra
megalitiche e un muro di
Foro Romano
Bellissimo restauro del
settore che costituì il fulcro della città romana dal I al IV secolo,
fiancheggiato da un’alta torre -nota come il Pretorio o Castell del
Rei o di Pilato- nel medioevo residenza reale. La visita avviene tra
colonne, capitelli, resti di mura e quant’altro reperito durante gli scavi. Sono
inoltre ben visibili le cripte e le gradinate del Circo fino all’attuale piazza
Museo e Necropoli paleocristiana
Una delle più importanti
necropoli in Spagna (III e IV secolo) con un adiacente museo che conserva
sarcofagi, mosaici, tombe, urne funerarie. Nella esposizione Il mondo della
morte sono documentati le credenze, i rituali le cerimonie e le consuetudini
in relazione alla morte nell’epoca romana.
Acquedotto Puente del Diablo
A 4 kilometri da Tarragona,
sulla strada per Lleida, questa magnifica opera di ingegneria –probabilmente
costruita all’epoca di Traiano- presenta due ordini di arcate, 11 le inferiori e
25 le superiori, per una lunghezza totale di
Mausoleo di Centcelles
A Constanti, 5 kilometri dal
centrocittà, importante monumento funerario del IV secolo formato da due corpi
quadrati. Merita una visita per il bellissimo mosaico della volta raffigurante
Daniele tra i leoni.
Gian Paolo
Bonomi
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