venerdì 5 aprile 2013

STORIA DEL TURISMO SPAGNOLO NEL 'MILANESADO''

BREVE (MA LUNGA) HISTORIA DEI ''JEFES'' DEL TURISMO SPAGNOLO NEI LORO EX POSSEDIMENTI LOMBARDI... Guillermo, Mercedes, Ignacio, Carlos...

gpb per mondointasca.org del 15/2/12 (nella foto: l'autore e la Plaza de Chinchòn)

Storia del turismo Spagnolo nel "Milanesadodi Gian Paolo Bonomi

La carrellata dei ricordi riguarda i diversi responsabili nel tempo che hanno guidato le sedi milanesi per invogliare gli italiani a viaggiare in Spagna. Con successo nel lavoro e ricordi curiosi della loro permanenza a Milano










L'autore dell'articolo... taurino

Il recente grido di dolore sulle ‘serate viaggiatorie milanesi’ (presentazioni, workshop, canapè e spumantini) ha provocato in me un flashback (o come dicono a Rèmmin-Rimini e dintorni, un Amarcord) sulle vicende del ‘mundillo’ milanese del turismo.E datosi che un po’ di proustiano Tempo Perduto è letto sempre da tutti, ancorché distrattamente, eccomi a ricordare ‘come eravamo’ sotto la Madonnina noi addetti ai lavori turistici (stampa, uffici del turismo, alberghi, compagnie aeree e di navigazione, tour operator, agenzie viaggi). Ma non si spaventi il cortese lettore: i ricordi sono contenuti in due sole puntate.


Spagna, amore totale









E la prima (ubi maior minor cessat) è dedicata alle mie vicende con i rappresentanti del Turismo di quel Paese (n.b. forse qualcuno non lo sa ancora, eppertanto mi affretto a precisare: trattarsi della Spagna) che visitai ventenne e d’amblé considerai ‘mio’ (breve inciso: ‘la patria’ disse un antico socialista è dove si sta bene, e io in Spagna ci stavo e ci sto bene; eppoi potrei financo dichiararmi ‘più spagnolo degli spagnoli’ perché loro sono stati obbligati a ‘nascerlo’ mentre io l’ho volontariamente scelto, e pure da maggiorenne). Una aficiòn, alla Hispanidad, dimostrata non tanto da una milizia turistica che nei decenni si sublimò in articoli (almeno 150 se non più), manuali di vendita, minidizionari (in Spagna il ‘burro’ è un asino, meglio informare) e tour operating, quanto da un rapporto invero curioso che per decenni intrattenni con i direttori dell’ufficio del Turismo. Per dirla col poeta, sono stato la ‘chioccia’ di molti (quanti? mah, forse cinque) rappresentanti di Turespaña a Milano. Il ‘nuovo’ arrivato mi veniva presentato dal ‘vecchio’ in partenza e io gli raccontavo cosa succedeva, spiegavo com’erano fatti i milanès e non, presentavo gente non solo addetta ai lavori turistici (molti di questi consoli, leggi seriosi diplomatici si divertirono financo in un’umile ‘tasca’, localino mangereccio che io contribuii ad aprire in via Rossini).


Da "guida" milanese a "ciclista" in Estremadura







Il governatore spagnolo Antonio de Leyva

Per dirla invece con lo storico (rif. al Milanesado, ducato di Milano, spagnolo dal 1535 al 1706, primo governatore Antonio de Leyva, avo della manzoniana Monaca di Monza) fui una sorta di ‘consigliere occulto’ indigeno al servizio del Poderoso (almeno turisticamente) occupante (roba che quelli dell’Enit, se non traditore, avrebbero – per mio piacere - potuto definirmi ‘collaborazionista’). Con il primo (della mia lista) dei Jefes di Turespaña (antan? magari! si parla del periodo Giurassico) condivisi pure la casa, nel senso che subentrai nell’appartamento che il severo e (stranamente, per essere uno spagnolo) taciturno Santiago Sanjuan dovette lasciare per eccessiva prole. Al quasi convivente Santiago successe (in una linda ma forse non allegra ‘oficina’ in via del Don) una sussiegosa non meno che pacata (tout court) ‘dottoressa Pujol’, in arrivo da quella Catalogna che proprio in quei tempi il suo celebre omonimo, nonché Jordi, voleva se non indipendente, quantomeno estremamente autonoma.Eppoi da Mallorca arrivò Guillermo Puerto (ogni tanto ci sentiamo ancora, ‘me alegra’) una persona importante perché saggia (ma pure gaudente, quante belle cene nella sua casa di Como) come sanno esserlo gli isolani (come giustamente precisato da Predrag Matvejevic nel Breviario del Mediterraneo). E ‘El mè amìs’ Puerto me ne combinò una bella, ricordo con piacere anche se è passato ‘mucho tiempo’. Correva l’anno 1992 e Guillermo mi spedisce in Extremadura a una Vuelta in Mountain Bike organizzata in occasione del V Centenario della Scoperta dell’America: ma non come “enviado especial” bensì corridore nell’“equipo internacional” dei “periodistas” (non ero più uno sbarbato, una fatica della madonna tra burroni, pietraie e cinghiali incazzati).


Tori e Medaglie d'Argento







Uova con chistorra

Partito Guillermo (si trasferì a dispensar poesia al Turismo spagnolo di Roma e pur di andare a trovarlo venivo a patti con la mia ‘padanità’) ecco, nell’elegante ufficio di piazza del Carmine, forse il più bello nel tempo, Mercedes Del Palacio. Finalmente una ‘castellana’ (roba però da stare attenti: bastava un niente per confondere la sua Palencia con la più nota Valencia!). Mercedes (poi divenuta tanto importante personaggio dello Stato spagnolo da non essermi mai azzardato a disturbarla durante le mie soste a Madrid) la ricordo per una caratteristica e due avvenimenti che mi allietarono. Caratteristica fu la sua (unica tra i tanti miei amici Jefes del Turismo ispano-milanese) ‘aficiòn taurina’ - nessuno è perfetto – che, da me condivisa, motivò la prima delle due esperienze che devo alla piccola grande Jefa. In un bel giorno di primavera del … (è passato tanto tempo, commenterebbe il Rick di ‘Casablanca’) partì da Milano (mèta la madrileña Feria di San Isidro, il massimo quanto a corride di Toros e spettacolo mondano) un famtrip stampa organizzato dal Turismo Spagnolo “in collaborazione con il dottor Bonomi” (come non poteva non gioire lo scrivente, che, per tanti anni, il 28 d’agosto confluiva a Linares a commemorare la morte di Manolete?). Non parliamo poi di quando Mercedes (ahh! il suo sposo Andrès mi insegnò, e ringrazio ancora, l’eccellenza dell’Anìs ‘Machaquito’, distillato a Rute - ‘la calidad no se discute‘ - recitava una reclàm radiofonica) ispirò a tal punto Turespaña da ritrovarmi decorato con una Medalla de Plata al Merito Turistico (applausi del ministro, mancava solo la Vuelta al Ruedo – il giro d’onore – e i presenti che in coro mi definissero “torero”).


Una Cruz nel nome di Isabella la Cattolica









Meno Toros con Ignacio Vasallo (in effetti mai vi fu grande aficiòn nella sua Galizia natìa) ciò nondimeno quante belle vicende ho sperimentato durante la sua gloriosa gestione dell’ufficio di Milano. Di ogni genere: mangereccio, personale e professionale. Nel primo caso fui da lui spedito a Sevilla a un ‘corso di taglio’ laddove invece della stoffa per abiti imparai a ‘cortar’ il divino Jamòn de Pata Negra (e rafforzato da tanto sapido sapere scrissi una sorta di trattatello su questo prosciutto e un minidizionario gastronomico). Ma poiché i riconoscimenti fan sempre piacere (‘non si vive di solo pane’, nemmeno se farcito di Pata Negra) Ignacio nobilitò la mia passione ispanica facendomi insignire della Cruz de Oficial de la Orden de Isabel la Catolica (altro Acto solenne, stavolta col Console generale). Quanto alla professionalità, poi, Vasallo (ideatore di un gran bel volume sulla Spagna, edito con il New York Times durante il suo ‘mandato’ negli States, eppoi con il Corriere della Sera) ebbe l’ottima idea di creare un intelligente Club de Prensa (scribi di turismo periodicamente convocati dal Turismo Spagnolo per info e conferenze assai interessanti, ne ricordo una su Madrid con David Trueba e il corrispondente da Roma della Rtve). A Ignacio Milano non poteva che andargli stretta e un bel dì (con la sposa Barbara ‘sueca’/svedese, aficionada al tennis, si faceva insieme il tifo per di Mats Wilander) partì per Londra e colà (appresi con piacere) nella regale Regent Street ‘montò’ per alcune primavere un gran bel Spanish Show (qualche altra diavoleria la inventerà per certo sui Champs Elysèes di Parigi, sua ultima destinazione). A quello di Ignacio seguì il ‘mandato’ di Carlos Hernandez … e qui termina la Historia del Turismo Spagnolo nel Milanesado. Il seguito è cronaca (dei Gobernadores -turisticos- succeduti ad Antonio de Leyva, principe di Ascoli).
La prossima e ultima puntata di "Turismo d'antan a Milano" giovedì 23 febbraio.

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