Gossip... e non solo
Colombo e la “Mèrica”, a Siviglia una Mostra, a Genova
“nisba”…
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di Gian Paolo Bonomi
Come sempre gli Italiani riescono a fare casino, a buttare
al vento buone occasioni, non senza dimenticare quel che c’è (oltretutto non un
gran che, visti i secoli di servaggio) di buono nel loro passato.
Prendete
la vicenda di Cristoforo Colombo. Il 12 ottobre l’America festeggia a New York
il Columbus Day e mentre scrivo queste righe, a Madrid si celebra il Dia de la
Hispanidad (sotto Franco si chiamava il Dìa de la Raza) con le Forze Armate che
sfilano tra il re e la statua del navigatore genovese.
Italiani in America. Per Colombo? No, per lo
shopping...
Festeggiamenti per il Columbus Day per le vie
di New York
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A Genova, invece, “nisba”
(o al massimo ci sarà qualche “manifestazioncina del putt” di routine, visto che
nessun giornale ne parla). Dopo la morte di Paolo Emilio Taviani - grande
studioso del “Almirante del Mar Oceano” - e fatta eccezione per un paio di
intriganti libri del mio amico Ruggero Marino, sembra che al Belpaese di Colombo
non gliene freghi proprio niente. Salvo ricordarsene - vedi articolo di Stella
sul Corriere - per combinare una bella “scampagnata colombiana” a New York, come
accaduto alle delegazioni della campana signora Mastella e della Regione
Lombardia. Sembra però trattarsi di “quisquilie”, faccende più connesse allo
shopping nella Grande Mela che con l’omaggio del (Bel)Paese al più noto dei suoi
“Poeti, Santi, Eroi. Navigatori ecc” (devozione -semmai esistente- oltretutto
macchiata da bassi interessi di bottega perché - asserirono i Lumbàrd e i Terùn
- la gita era solo in funzione di andare a piazzare due tarallucci e un paio di
bottiglie di Valcalepio).
A ‘sto punto, visto che in Italia se qualcuno si
ricorda di Colombo lo fa soltanto “perché il dollaro è basso e così si piazza
meglio la merce”, ho pensato bene di fare un salto a Siviglia a godermi (nello
splendido Archivo General de Indias) l’Esposizione titolata “Colòn desde
Andalucìa”.
... mentre a Siviglia, per
esempio...
Una bellissima Mostra, grande documentazione, alcune novità
(gli studi dell’Università di Granada sul Dna di quanto resta del corpo inumato
nella Cattedrale di Siviglia ne hanno confermato l’appartenenza a Colombo) e
soprattutto una intelligente suddivisione in quattro blocchi tematici. Che passo
a elencare con brevi segnalazioni e commenti.
“Colòn y su Entorno” (Colombo e le sue
Relazioni)
La mostra dedicata a
Colombo
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Profondamente legato al culto
della famiglia, visse sempre circondato dai parenti. Non solo i due figli, Diego
(nato in Portogallo nel 1480 dal matrimonio con Felipa Moniz de Perestrelo) e
Hernando (nato a Cordoba nel 1488 dall’unione con Beatriz Enriquez de Arana), i
due fratelli (Bartolomè e Diego) e la cognata portoghese (Brionlaja Muñiz) ma
pure i nipoti.
E a proposito di questi ultimi ecco una piccola ma valida
prova della tanto contestata “genovesità” (o quantomeno italianità) del
Navigatore: mentre il resto della famiglia non esitò a cambiare il cognome in
Colòn, i nipoti Juan Antonio e Andrea vollero continuare a chiamarsi Colombo,
nonostante le fortunate vicende ispaniche dello zio.
Monastero della
Cartuja
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Quanto agli amici, oltre ai frati
della Rabida (monastero vicino a Huelva) Juan Perez e Antonio de Marchena,
intriga l’amicizia dello scopritore con Gaspar Gorricio.
Ma chi era costui?
Si tratta di una mia vecchia amicizia; lo “conosco” da prima dell’Expò di
Siviglia 1992 e cercai -invano: da quelle parti hanno sempre e solo pensato alla
ormai perduta Banca Popolare, alla (da tempo) irizzata Pavesi e alla De
Agostini- di saperne di più sfruculiando varie volte il vescovato di Novara (ove
vissi la mia gioventù) Gorricio (Gorrizio) era infatti nativo della città
piemontese e con due fratelli (anch’essi frati) si trasferì (!) a Siviglia nel
monastero cistercense della Cartuja (è stato da poco riaperto, visitarlo, è
bellissimo) e una volta conosciuto Colombo ne divenne il tesoriere (sì, un
Marcinkus ante litteram, niente di nuovo sotto il sole).
“El Bagaje Cientifico” (Le Nozioni
Scientifiche)
Archivio Generale De
Indias
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Colombo non mise mai piede in una
Università, come disse ai Reyes Catolicos, ma imparò mettendo “Mucha Diligencia
en la Experiencia” (per la nota serie: val più la pratica della grammatica). Ma
quantomeno lesse (a differenza dei nostrani senatori e deputati che non sanno
nemmeno chi è Mandela e cos’è il Darfur) il Milione di Marco Polo, la Storia
Naturale di Plinio, la Imago Mundi e la Historia Rerum del papa Pio II al secolo
Enea Silvio Piccolomini. Completò le conoscenze marittime con la lettura di
altri classici, ancorchè, nel ritoccare le distanze terracquee fornite da
Toscanelli e Alfagrano, “toppò” non di poco (visto però come finì la vicenda è
il caso di non infierire).
“La Organizaciòn de los Viajes” (l’Organizzazione
dei Viaggi)
In questa sezione della Mostra, Siviglia la fa (ovviamente)
da padrona. Cominciata, almeno a livello di accordi e carte da bollo,
l’Operazione America a Granada (firma delle Capitulaciones a Santa Fè il 12
aprile 1492) fu poi la capitale andalusa, almeno fin quando il Guadalquivir fu
navigabile da navi che pescavano poco, a organizzare (imbarchi, merci)
conteggiare e introitare (dazi, gabelle, dogana) spedire e importare:
inizialmente, di oro mica tanto, ma almeno la gastronomia - in pratica ancora
ferma all’orrido Garum romano - si rinnovava con peperoni, tacchini, patate,
pomodori, per non parlare dei soldi tirati su dai nostrani Monopoli con l’arrivo
del Tabacco.
“El Fracaso del Virrey” (l’Insuccesso del
Vicerè)
Il palazzo sede
dell'esposizione
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Eh sì, bravo
Almirante, Colombo non ebbe altrettanto successo come Amministratore e Politico.
Nel settembre del 1500 Francisco de Bobadilla fu inviato dai Re Cattolici a
Santo Domingo alla testa di quella che oggidì si chiamerebbe una Commissione di
Inchiesta e (contrariamente ai lavori talvolta pluridecennali delle attuali
commissioni) in breve scoprì che il Nostro ne aveva commesse di cotte e di
crude. Tant’è che con i fratelli Bartolomè e Diego tornò a Siviglia debitamente
“impacchettato” (nel testo della Mostra è scritto, più elegantemente,
“encadenado”).
Due anni dopo Colombo realizzò un altro viaggio in America
come Almirante, ma non più come Virrey e Gobernador de las Indias.
Una
bella Mostra per davvero, quella su Colombo in Andalusia (non so però se sarebbe
piaciuta alla campana signora Mastella e a Formigoni, Gobernador della
Lombardia, ex Milanesado spagnolo).
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